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Lettera di Athanase del 02 03 2009 PDF Stampa

BAHAMINYAKAMWE Athanase                                           BUJUMBURA, lì  02/03/2009

BUTERERE I Q KABUSA

Tel: 77 799 508

B.P. 3555 BUJUMBURA - BURUNDI

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 Alla mia amatissima sorella LOREDANA, al mio amatissimo mio fratello EGIDIO e a mio figlio GIUSEPPE. 

 

Vi saluto e vi auguro la pace di Cristo, Dio, il nostro Salvatore, la seconda Persona ed il nostro Redentore. 

   

A nome della Comunità Santa Famiglia di Gesù, Maria, Giuseppe vi auguriamo ogni grazia  e benedizione proveniente dalla Sacra Famiglia. Il nostro augurio è diretto a tutta la comunità ed alla famiglia che ci amano tanto e che noi pure amiamo molto e nelle quali ci sentiamo tanto bene. Francamente non trovo le parole per esprimerti la gioia che ho provato nel ricevere la tua lettera la settimana scorsa, settimana che ci ha visto entrare nella Quaresima, il mercoledì delle Ceneri. Nel giorno delle ceneri mi sono alzato molto presto al mattino per recarmi nella cappella delle sorelle di Calcutta, che si trova in città, per assistere alla celebrazione della santa Messa insieme a loro e farmi imporre lì le ceneri sul capo. Questa Santa Messa è terminata alle ore 7.30 del mattino. Alle ore 8.00 mi sono poi diretto verso lo studio della radio "Voce della Pace", Radio della Chiesa Cattolica per trasmettere una meditazione sulla quaresima visto che i cristiani radio ascoltatori avevano gradito le mie trasmissioni precedenti che avevo presentato in due domeniche successive nelle quali avevo parlato a proposito della nostra Comunità Santa Famiglia e degli orfani che vengono cresciuti in questa nostra comunità, questa trasmissione è stata poi mandata anche da una nostra radio della Chiesa Cattolica <<Radio Maria>>.  In questo mercoledì delle ceneri ho parlato, durante la trasmissione, ho parlato ai cristiani della quaresima del 2009 e delle quaresime degli anni già passati nei secoli trascorsi. Queste quaresime non ci avevano cambiato, ci hanno lasciati tali e quali a come ci avevano trovati: divisioni etniche, omicidi, massacri, nessuna quaresima ci aveva tolto questa animosità dai cuori, questa ferocia, perché alla nostra preghiera non aggiungevamo il digiuno e la carità, per questo le nostre preghiere non avevano efficacia e non hanno portato buoni frutti ma piuttosto la ferocia, la criminalità, l'odio, la gelosia e oggi il Senato e l'Assemblea Nazionale (Parlamento) hanno appena votato la legge sull'omosessualità, il peccato che è costato la morte, il naufragio, la distruzione totale e le disgrazie a SODOMA e GOMORRA. 

Queste sono alcune delle cose che ho detto durante la trasmissione nella quale mi indirizzavo ad ogni uomo o donna Burundesi e dove avevo detto loro che "anche se la maggioranza delle persone è battezzata, queste non vogliono seguire Gesù Cristo fino alla croce", avevo anche insistito molto sul vangelo di San di Matteo 25, 31-46. 

 

Alla mia cara ed amatissima sorella LOREDANA ed a tuo marito EGIDIO, voi mi avete donato cose preziose e care in questa mia vita ed alla mia comunità, queste cose non sono altro che tutta la vostra anima, tutta la vostra famiglia, tutti i vostri amici (Maria Paola, Fatima, Musica Insieme... e tanti altri che non posso nominare per mancanza di spazio), tutti i vostri figli: LUCA, GIUSEPPE, CHIARA, tutti i vostri genitori (ANNA MARIA...) i vostri fratelli e sorelle (STEFANIA, ...).  

Qual è un così grande amore!!! E' quello  stesso che Gesù ha donato a sua Madre, la Vergine Maria ed a Giuseppe. Avete già sentito o saputo che qualcun altro lo abbia già fatto o abbia dato questo amore? Un amore così ce lo ha dato solamente Dio nostro Padre. 

 

LOREDANA, EGIDIO, GIUSEPPE, voi occupate un posto importante nei nostri cuori, nella nostra Comunità, nel nostro apostolato, nel nostro paese natale e nella Chiesa Cattolica del Burundi. Se noi esistiamo e viviamo è grazie alla vostra carità <<CARITAS>>, grazie a tutto quello che avete già fatto e che continuate a fare ogni giorno e fino a questo momento. L'Album delle foto ci è arrivato ed anche una grande foto del mio caro,  vostro figlio e nello stesso tempo mio figlio, perché voi mi fate dono di tutto ciò che avete dividendolo con me, in modo tale che il vostro diviene anche il nostro.  Per questo la grande foto di LUCA  mi è piaciuta tanto perché è LUCA che mi ricorda, che vedo nella Quaresima, che rischiara il mio cammino nelle mie sofferenze ed in quelle di coloro che mi sono vicini, amici che Dio mi ha donato per essere loro genitore, padre, parente e famiglia. Gli orfani, gli ammalati, i carcerati, tutte queste persone, nei miei progetti o nei miei sogni, vengono al primo posto nelle mie preoccupazioni quotidiane. 

 

(…)  

LOREDANA, …accolgo sempre bene quanto mi dici perché so che mi ami e che non puoi non offrirmi tutto quello che hai e converrai con me che, in questo momento, ti stai privando di te stessa ed io so anche che tu non puoi fare a meno di aiutare qualsiasi persona che si trova nel bisogno, tu arrivi al punto di scordare te stessa e di pensare agli altri prima di pensare a te sull'esempio di Gesù Cristo il quale si è sacrificato al posto nostro affinché noi avessimo la vita, per salvare l'umanità intera, questo è ciò che si chiama <<sacrificarsi per gli altri>>. Io e voi, noi, abbiamo questa missione, abbiamo ricevuto questa chiamata, questa vocazione, questa chiamata, come anche tu mi avevi detto… (…)…in questi ultimi mesi non ho goduto di buona salute, in più i miei figli si erano ammalati e, inoltre, c'è stata la questione dei campi che stiamo coltivando nell'interno del paese, tutto questo ha fatto si che io non trovassi più il tempo per scriverti. 

 

Te ne avevo parlato in breve la volta scorsa, nella lettera che ti ho scritto ultimamente, la settimana scorsa. Io, ogni volta mi parli dei progetti che posso fare per guadagnarmi da vivere, ti comprendo e comprendo bene che è l'amore e la pena che hai per noi che ti spinge a farlo, ma vogliate comprenderci se non ci è possibile realizzare quanto vi augurate e ci proponete. Purtroppo è impossibile allevare i polli, i conigli, le mucche e le capre in città. Il nostro governo non permette che si pratichi l'allevamento in città perché il governo pensa che, praticando l'allevamento all'interno della città si creerebbe sporcizia che sciuperebbe la città ed anche lo stesso lago Tanganica. Ciò ha fatto si che gli allevatori si spostassero all'interno del paese per poter praticare l'allevamento. E, riguardo a questo, vi avevo già informato che,  precedentemente, avevo cercato un posto nel quale poter praticare l'allevamento e l'agricoltura affinché i miei figli potessero avere di che mangiare e la possibilità di bere del latte ma, purtroppo, non l'ho trovato. (…)… in questo momento diverse persone sono venute a propormi l'acquisto dei loro terreni coltivabili proponendomi di farli divenire di nostra proprietà in modo che non ci sia più bisogno di pagarne l'affitto. Ma avevo paura di non gestire bene il denaro procedendo a questo acquisto. Io devo utilizzare il denaro secondo quanto mi suggerite. Per il momento, per quest'anno, ho affittato i terreni da coltivare ed ho potuto avere una produzione ma dopo la raccolta ho dovuto pagare ancora per affittare ulteriormente i terreni coltivabili, puoi quindi vedere che non è semplice ma, certo, sarebbe diverso se i campi fossero di nostra proprietà. Riguardo a quanto mi avevate detto a proposito di Agrippine,(…) ora lei continua a cucire abiti per i membri della nostra comunità e per gli altri, aiuta i suoi fratelli e sorelle che sono a scuola in modo che, quando tornano trovano da mangiare, inoltre assiste coloro che necessitano di essere portati quotidianamente al dispensario o all'ospedale. Ho insegnato ai miei figli ad aiutarsi reciprocamente nella vita quotidiana. (…). Vorremmo farle aprire un negozio di sartoria all’interno del nostro villaggio ma per il momento non è sicuro farlo, gli assassini spesso suonano alla nostra porta per chiedermi denaro o meglio mi telefonano affinché io porti loro il denaro là dove risiedono. Tutto questo mi spinge a rimandare il momento di aprire la sartoria o di fare altri progetti che richiedono che molta gente, la clientela, venga dentro la nostra comunità, perché tra i clienti potrebbero nascondersi anche i malfattori. Per questo proseguo lentamente. Riguardo al denaro che mi avete donato, soprattutto riguardo al denaro restante dopo l'acquisto del veicolo, ci avete detto di utilizzarlo al meglio. Ho informato padre VITTORIO del modo nel quale avevo intenzione di utilizzarlo. Penso che sia usato nel modo migliore visto che utilizziamo il denaro per i nostri bambini, i loro spostamenti giornalieri in questo momento nel quale ancora non abbiamo un veicolo nostro, per i bambini che sono ammalati, per l'acquisto del cibo e delle medicine per loro ,per il pagamento delle rette scolastiche per le scuole private ( la gran parte dei miei figli frequenta scuole private). Visto tutto questo credo che mi comprenderai che tutto ciò che faccio lo faccio sentendo di farlo proprio come mio dovere di padre. Ho avuto fortuna nei miei raccolti così ho avuto qualcosa da utilizzare per aiutare e per continuare a fare il mio apostolato presso i carcerati malati, per andare in loro soccorso quando vengono liberati perché escono di prigione, per ritornare al loro domicilio o per acquistare loro delle medicine o altre cose che sono difficili da trovare: francamente io amo una persona che non è contro il mio apostolato dei miei malati, dei miei prigionieri. E' da questo apostolato che ricevo grazie e benedizioni e dell'opportunità di trasformare i cuori induriti di questi carcerati. 

 

Nella tua ultima lettera della settimana scorsa mi hai incoraggiato chiedendomi notizie di noi tutti, mie notizie, dei tuoi orfani africani, delle notizie sugli ammalati e di quelle sui carcerati. Non sono un gran numero di persone che mi pongono la domanda a proposito delle mie attività perché la maggior parte della gente ama solamente la vita facile degli orfani e non vuole sentir parlare di stanchezza e sacrificio. Si, in effetti prima che Dio mi chiamasse a questa missione, vocazione ed apostolato presso gli ammalati che voi vedete, io ho trascorso 13 anni facendo l'apostolato vicino ai lebbrosi ospedalizzati ed ai carcerati. Dal 1992 ho iniziato l'apostolato con gli orfani. Puoi ben vedere quanti anni siano già trascorsi fin qui, al loro fianco. Penso che tutto quanto ho potuto realizzare discretamente in tutti gli anni passati non avrei potuto continuare a farlo in questi momenti così difficili senza avere degli amici, che Dio mi ha donato, come voi, (la vostra famiglia), al mio fianco per aiutarmi. Voi siete il mio dono di Dio, un dono che mi è stato dato dal Cielo (questo dono è la vostra famiglia) passando attraverso LUCA affinché io possa continuare questa missione alla quale DIO mi ha chiamato. Che Dio sia lodato eternamente insieme alla Vergine Maria. 

 

Ti ringrazio per il tuo incoraggiamento che non cessi mai di donare in questo tuo apostolato che è nello stesso tempo il mio apostolato, possiamo certamente dire che noi lo facciamo con voi ogni volta che mi reco a fare questo apostolato. Ho la piena convinzione che voi siete insieme a me ogni volta che faccio il mio apostolato. 

 

Terminando, ti chiederei di trasmettere questo messaggio al Signor EGIDIO, mio fratello: << Io ti amo tanto poiché anche tu mi mostri sempre l'amore che hai per me e per i miei figli e ciò è un atto ben visibile. Tu sei come San Giuseppe che parlava poco ma lavorava molto>>. 

 

Che Dio vi benedica, benedica voi tutti e tutte quelle persone con cui fate la buona azione di aiutarci a continuare a compiere la volontà di Dio, a seguire la chiamata di Dio verso uomini che Egli ha creato, che Dio vi accompagni effondendo grazia su grazia ovunque voi vi troviate per venire in nostro aiuto. 

 

Voglio condividere con te questo miracolo: ho una figlia che si era sposata con un soldato e questo soldato è tra i soldati burundesi che erano andati in Somalia per mantenere la pace. Forse voi avete saputo attraverso radio o giornali che erano state lanciate bombe e granate verso questi soldati burundesi in Somalia.Questo soldato di cui vi parlo non è stato risparmiato dell'attacco effettuato dai terroristi somali nei confronti dei soldati burundesi. Egli è stato ferito sulle guance, sulle braccia e sulle gambe ma non è morto. E' tornato anche se è restato come handicappato ma non sarebbe stato uguale se fosse morto perché un handicappato vale più di un morto e noi speriamo che Dio lo guarirà. 

 

Arrivederci e restate con Gesù, Maria e Giuseppe. Buona Quaresima. Io vi auguro la vittoria su Satana. Il nostro Gesù che lo ha vinto e lo ha vinto una volta per tutte sulla croce, aiuterà anche voi a vincerlo. Amen. 

 

 

                                                       Il vostro BAHAMINYAKAMWE Athanase

 
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