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E-MAIL di Athanase del 20 Giugno 2009 PDF Stampa
A Mia sorella LOREDANA che porto nel mio cuore, a Mio
fratello Egidio, al Mio figlio tanto amato, Giuseppe, figlio
di Gesù - Maria - Giuseppe, 
 
                                               Vi saluto,
che la pace di Cristo sia sempre con voi. Mentre vi scrivo
provo una grande gioia nel potervi salutare tenendo in mano
la foto del vostro figlio biologico e,  guardando la sua
foto, vedo in lui come il figlio di Dio, il Padre e la
Vergine Maria, perché Giuseppe è il suo padre adottivo,
e ciò mi ricorda Luca, bambino del mio cuore, nostro
ambasciatore che ci ama tanto. 
 
                                             Vorrei
ringraziarvi ancora una volta per il denaro che ci avete
mandato, ci avevi salvati e, siccome tu conosci bene la
nostra situazione, hai fatto proprio quello che dovevi fare,
come si dice del servitore inutile del signore che ci viene
raccontato nel Vangelo di San Luca. Ma sappi che quando
qualcuno è riconoscente di ciò che gli è stato fatto,
questo è il suo modo di chiedere ancora una volta,  questo
è il nostro lavoro, il tuo e il mio e di ogni altra
persona innamorata della carità e della misericordia;
fintanto che avrai ancora questo dono Dio non permetterà
che tu lo seppellisca, il dono che ha dato a te, a tutta la
tua famiglia ed ai tuoi amici, utilizzalo e sarchialo*
affinché cresca e si moltiplichi. Nessuno chiede a Dio di
dargli poco perché il nostro Dio è ricco, è per questo
che bisogna chiedergli i suoi doni,  perché ha molto da
dare e del resto tu, tu sei la rappresentante di Dio e Dio
agisce in te e passando attraverso di te, in te ha posto
delle belle cose. Ringraziamolo amando i suoi bambini
poveri, i malati prigionieri dello spirito e della carne,
soprattutto amandoci con tutto il  cuore e non verbalmente,
ma nella verità e nel Signore, secondo san Giacomo e
Gesù ed in queste persone che sulla terra non sono amate.
LOREDANA? In questo mondo ci sono esseri umani che non sono
amati se non da un numero esiguo di persone. Tu, mia cara
sorella che amo, tu e tuo marito, mi avete compreso, queste
sono le persone alle quali Gesù mi aveva mandato e voi
avete risposto a questa chiamata ed a questo apostolato e,
anche se non avete niente da donargli o da mandarci, le
belle parole, parole di speranza e di incoraggiamento,
queste ci bastano, è una grande offerta per noi e, io
stesso non posso dire che ogni giorno trovo qualche cosa da
dare ma spiego loro la mia povertà ed essi mi comprendono.
 
                    (...).Ti saluto ringraziandoti ancora
una volta per l'aiuto che ci hai potuto inviare perché
eravamo in una situazione difficile, in grave povertà e
con grossi debiti. Grazie mille e che la Santa Famiglia di
Gesù, Maria e Giuseppe sia sempre con voi. 
                                                           
                                                           
       BAHAMINYAKAMWE Athanase
 
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